Archivi categoria: iniziative e appuntamenti

AGGIORNAMENTO dalla FRONTIERA e sul CPR

venerdì 3 dicembre alle 17:00 a La Molla Occupata in via Bersezio 1312

In montagna, come in città, le persone considerate “illegali” vengono stigmatizzate e represse brutalmente dalle forze dell’ordine.

Al confine italo-francese del Monginevro assistiamo alla riapertura degli impianti sciistici dopo due anni di chiusura forzata mentre sempre più migranti cercano di notte di superare il confine, nonostante i respingimenti continui da parte della polizia frontaliera.

A Torino invece la situazione all’interno del CPR sta diventando sempre più insostenibile. Come accade ogni inverno, il riscaldamento e l’acqua calda vengono a mancare e gli atti di protesta si susseguono costantemente.

Diamo un aggiornamento sulle rispettive situazioni con le compagne e i compagni che lottano in alta Valle e in città contro frontiere e cpr.

A seguire aperitivo benefit!

ricordiamo che durante le iniziative si raccolgono vestiti e telefonini

 

 

Presentazione dell’opuscolo su Cpr e Sanità a La Molla

A LA MOLLA OCCUPATA

Venerdì 26 Novembre ore 18.00

Presentazione dell’opuscolo su Cpr e Sanità.

A piú di 20 anni dalla loro istituzione, i centri di espulsione per persone senza documenti proseguono nel loro funzionamento. Nonostante il mondo venga stravolto dai cambiamenti legati alla pandemia da covid-19, luoghi come questi continuano ad esistere ed imprigionare coloro che non riescono ad entrare nelle maglie delle burocrazie statali per richiedere il giusto documento. In un momento storico in cui la sanità gioca un ruolo fondamentale nella vita di tutt*, discutiamo di centri di espulsione, del ruolo della sanità in questi luoghi detentivi, delle lotte che provano a scalfire il controllo e l’espulsione di parte della popolazione migratoria.

A seguire aperitivo benefit Assemblea NoCpr

Diretta sul Cpr di Torino a Radio Onda Rossa

Venerdì 22 Ottobre 2021

https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/silenzio-assordante/2021/10/sul-cpr-torino-vista-del-corteo

Alla trasmissione Silenzio Assordante, su Radio Onda Rossa:

“Con chi lotta contro i CPR a Torino raccontiamo la situazione e le novità che riguardano il centro di espulsione di Corso Brunelleschi.
Per aggiornarsi continuamente è possibile consultare il blog nocprtorino.noblogs.org.
Per sabato 6 novembre a Torino è previsto un corteo contro espulsioni, sgomberi e frontiere anche alla luce delle recenti mosse repressive avvenute in frontiera.”

Corteo contro sgomberi, frontiere e CPR, Torino 6/11

CONTRO SGOMBERI, FRONTIERE E CPR

SCENDIAMO IN PIAZZA!

CORTEO A TORINO, SABATO 6 NOVEMBRE 2021 ORE 16.30

 

In montagna come in città gli spazi di autogestione sono sotto attacco.
Solo sulla frontiera del Monginevro in sette mesi ci sono stati tre sgomberi.

Vorrebbero fermare chi si organizza per attraversare e contrastare questo dispositivo che controlla, seleziona e uccide. Il numero di persone che passa il confine rimane alto e la repressione in frontiera non fa che crescere, portando con sé il suo prezzo di feriti e morti, ancora più ora con l’inverno alle porte.
In città, anche e soprattutto in quest’ultimo periodo caratterizzato da Green Pass e continui “stati di emergenza”, il controllo sociale aumenta e la repressione incalza: controlli polizieschi diffusi, retate, sgomberi, sfratti.
Il cpr di corso Brunelleschi, ingranaggio del sistema di detenzione ed espulsione, è l’incarnazione della frontiera in centro a Torino.

Assistiamo al tentativo di distruggere ogni forma di pensiero e pratica non istituzionale e ogni esperienza di autogestione e di disinnescare ogni tensione di lotta; al tentativo di eliminare la pratica delle occupazioni, impedendone di nuove e piano piano sgomberando le vecchie.

Per tutto questo, scendiamo in piazza.
Appuntamento per un corteo a Torino, sabato 6 novembre ore 16:30

Per info, aggiornamenti e materiali seguite https://www.passamontagna.info e https://nocprtorino.noblogs.org

Contro Ogni Gabbia e Frontiera

La casa cantoniera occupata a Claviere il 2 ottobre è stata sgomberata dopo pochi giorni.

Contro sgomberi e repressione, contro ogni gabbia e frontiera, continuiamo a lottare nelle città e sulle montagne.

ASSEMBLEA PUBBLICA MARTEDÌ 12 OTTOBRE H19
NEL CORTILE DI RADIO BLACKOUT (Via Cecchi 21/a, Torino)

 

Ascolta la diretta di mercoledì sera con una compagna in frontiera ai microfoni di ACAB su Radio Blackout:

da FB Chez JesOulx

DALLA FRONTIERA DEL MONGINEVRO, CONTRO TUTTI GLI SGOMBERI
Tre sgomberi in sette mesi.
Sulla frontiera del Monginevro come in tutta Italia, la repressione è sempre più forte ed occupare, la pratica di autorganizzazione più dirompente, è sotto attacco.
700 mila euro a fondo perduto sono stati assegnati ai comuni di confine di Claviere e Bardonecchia. Che vengano utilizzati per aggiungere fiori alle rotonde o implementare nuovi dispositivi di controllo, non lo sappiamo. È sicuro però che chi vive sulla propria pelle gli effetti del sistema frontaliero continuerà ad esserne attaccatx.
La volontà delle istituzioni e di chi ci guadagna è di nascondere chi è “diversx”, meno privilegiatx, chi si ribella e si oppone con solidarietà diretta.
Emilio, compagno NO TAV che si è sempre battuto contro questa frontiera rischia di essere estradato in Francia come misura cautelare. Anche Mimmo Lucano é stato condannato a 13 anni per aver lottato al fianco di chi è costrettx ad essere illegale.
Per costruire una risposta forte e decisa, contro ogni frontiera, CPR, contro il razzismo di stato e la sua repressione, incontriamoci
ASSEMBLEA PUBBLICA MARTEDÌ 12 OTTOBRE H19
NEL CORTILE DI RADIO BLACKOUT (Via Cecchi 21, Torino)
DEPUIS LA FRONTIERE DU MONGINEVRE, CONTRE TOUTES LES EXPULSIONS
Trois expulsions en sept mois.
Sur la frontière du Montgenèvre, comme dans le reste de l’Italie, la répression est de plus en plus forte et occuper, la pratique la plus perturbatrice de l’auto-organisation, est attaquée.
700 000 euros de subventions ont été alloués aux maires frontalières de Claviere et de Bardonecchia. Nous ne savons pas s’ils seront utilisés pour ajouter des fleurs aux ronds-points ou mettre en place de nouveaux dispositifs de contrôle. Ce qui est certain, par contre, c’est que celleux qui subissent chaque jour les effets du système frontalier continueront à être attaqués par celui-ci.
La volonté des institutions et de ceux qui en profitent est de cacher celleux qui sont “différent.e.s”, moins privilégié.e.s, celleux qui se rebellent et s’opposent avec la solidarité directe.
Emilio, un camarade de NO TAV qui a toujours lutté contre cette frontière, risque d’être extradé vers la France par mesure de précaution. Mimmo Lucano a également été condamné à 13 ans pour avoir combattu aux côtés de celleux qui étaient contraint.e.s à l’illégalité.
Pour construire une réponse forte et décisive, contre toute frontière, contre les CRA, contre le racisme d’Etat et sa répression, réunissons-nous.
ASSEMBLÉE PUBLIQUE MARDI 12 OCTOBRE 19H DANS LA COUR DE RADIO BLACKOUT (Via Cecchi 21A, Turin)
FROM THE BORDER OF MONGINEVRO, AGAINST ALL EVICTIONS
Three evictions in seven months.
On the border of Montgenèvre, as everywhere else in Italy, repression is increasingly strong. Occupying is the most disruptive practice of self-organization. Now it’s under attack.
700 thousand euros in grants have been assigned to the border municipalities of Claviere and Bardonecchia. Whether they will be used to add flowers to traffic circles or to implement new control devices, we don’t know. What is certain, is that those who experience the effects of the border system will continue to be attacked by it.
The will of the institutions and of those who profit from them is to hide those who are “different”, less privileged, those who rebel and oppose with direct solidarity.
Emilio, a NO TAV comrade who has always fought against this border, is now risking extradition to France as a precautionary measure. Mimmo Lucano was also sentenced to 13 years for fighting alongside those forced to be illegal.
In order to build a strong and decisive response, against every border, detention center, against state racism and its repression, let’s meet
PUBLIC ASSEMBLY ON TUESDAY, 12th OCTOBER 7PM IN THE COURTYARD OF RADIO BLACKOUT (Via Cecchi 21, Turin)

 


sullo sgombero della casa occupata di Claviere, da passamontagna.info

Ieri [mercoledì 6 ottobre 2021]  hanno sgomberato la casa cantoniera di Claviere, rifugio autogestito occupato da sabato scorso.
Alle prime luci dell’alba, agenti della DIGOS hanno aspettato che venissero aperte le barricate dietro alla porta principale per poi sfondarla e entrare nel rifugio. Le camionette sono arrivate verso le sette, mezz’ora dopo, mentre le 19 persone all’interno venivano identificate e denunciate per occupazione.
I digossini non si sono risparmiati nelle loro provocazioni e atteggiamenti coatti, spintonando e minacciando le compagne accorse in solidarietà.
Il teatrino dell’umanitario si è ripetuto anche stavolta: un mezzo e qualche volontario della croce rossa sono accorsi sul posto insieme alle camionette e hanno osservato le operazioni di sgombero durante tutta la mattinata. Anche i pompieri non sono potuti mancare. Mentre lo sgombero non era ancora completato, quattro mezzi dell’ANAS sono arrivati e hanno subito cominciato a rimuovere le finestre della casa. Abbiamo saputo che l’edificio, ufficialmente abbandonato dal 2012, veniva in realtà usato comodamente come casa vacanza dai dirigenti ANAS fino a poco prima della pandemia.
Nel rifugio non erano presenti persone di passaggio: i numereosi gruppi e famiglie che lo avevano attraversato e vissuto erano partiti durante la notte verso i sentieri di confine.
Un altro sgombero lampo, il terzo negli ultimi sette mesi su questa frontiera. Vogliono distruggere sul nascere ogni esempio di autogestione e organizzazione collettiva. Vogliono nascondere e controllare chi definiscono “illegale”, non tollerano l’esistenza di spazi liberati in cui nessun* è ospite ma ognun* può autodeterminarsi e scegliere come affrontare il proprio viaggio. A Claviere, villaggio semideserto per gran parte dell’anno in cui l’unica cosa che conta è il turismo che riempie le tasche di pochi, tutto questo viene attaccato.
La repressione cresce e aumenta il controllo su questa frontiera che ha già ucciso cinque volte e che continua a mettere a rischio le vite delle persone.
È di poche settimane fa la notizia di due ragazzi afghani che, cercando di raggiungere la Francia, sono precipitati nel torrente Sommeiller, non lontano da Bardonecchia. Nel pomeriggio del 5 ottobre invece, 16 persone sono rimaste bloccate nella zona del Mont de la Plane (oltre Cesana) per poi essere trasportate all’ospedale di Briancon.
Succede sempre più spesso che le persone in viaggio, non conoscendo il territorio e non incontrando le informazioni necessarie, si affidano alle mappe online per raggiungere la Francia, spesso tramite sentieri pericolosi, su montagne troppo alte e troppo fredde.
Paf, sbirri e gendarmi e gli stati che li mandano, difendono questa frontiera e la rendono mortale.
Il business dell’umanitario e il turismo collaborano a tutto questo.
Organizziamoci per contrastare la repressione e il controllo: facciamo un appello alla solidarietà diretta di tutt* e ad azioni spontanee, la risposta sarà forte!
A breve lanceremo un appuntamento per discutere e organizzarci insieme, seguite gli aggiornamenti dal blog per sapere dove e quando.
Fuoco alle frontiere!

Solidarietà a chi lotta per la libertà

Ieri mattina si è svolta in Tribunale a Torino la prima udienza del processo Scintilla, due anni e mezzo dopo l’inizio dell’omonima operazione che aveva portato allo sgombero dell’Asilo occupato ed a otto arresti, e che ora vede alla sbarra diciotto compagne e compagni e sotto accusa la lotta contro i Centri di Identificazione ed Espulsione.
Fuori da tribunale hanno presidiato decine di solidali ed è andata in onda una trasmissione in diretta su Radio Blackout che ha raccontato le lotte di ieri e di oggi. La prossima udienza è stata fissata per il 20 dicembre.
Domani, sabato 9 ottobre, in solidarietà ai compagni e alle compagne che negli anni hanno lottato contro i Centri di detenzione amministrativa e in solidarietà alle persone recluse che quotidianamente lottano e si ribellano dentro il CPR ci troviamo alle 16.00 sotto le mura del centro di corso Brunelleschi, angolo via Monginevro.
Solidali e Complici di chi lotta per la libertà!
Di seguito, il volantino distribuito durante l’udienza di ieri:
Il 7 febbraio 2019 scattava a Torino l’operazione Scintilla.
L’indagine della Procura ruotava intorno alla lotta contro i centri di detenzione per immigrati, da sempre viva in città come altrove, dentro e fuori queste strutture. Non si può tenere il conto delle rivolte che il centro di Corso Brunelleschi ha subito dalla sua apertura, danneggiato e devastato dalla rabbia dei reclusi, mentre all’esterno si è sempre provato a supportare i rivoltosi, colpendo chi lucrava sul mantenimento e la gestione di queste strutture e rimarcando il ruolo di questi luoghi nei meccanismi di sfruttamento ed esclusione.
Nel corso degli ultimi due anni di indagini per l’operazione Scintilla, otto compagni e compagne vengono arrestati con l’accusa di associazione sovversiva, istigazione a delinquere e alcuni reati specifici, tra cui attacchi incendiari a bancomat delle poste italiane, plichi esplosivi destinati a ditte collegate al funzionamento dei centri per rimpatrio e incendio in concorso con alcuni reclusi del Cpr.
I reati associativi sono tra gli strumenti repressivi utilizzati maggiormente dallo Stato per incarcerare e isolare compagni e compagne che lottano contro questo mondo. Negli ultimi anni molti sono stati i nomi delle operazioni di Polizia che hanno portato in carcere o sul banco degli imputati decine e decine di compagni e compagne anarchiche: Scripta Manent, Panico, Prometeo, Scintilla, Renata, Lince, Ritrovo, Bialystok. Ogni volta le ricostruzioni delle varie Procure tentano, senza riuscirci, di incasellare compagni e pratiche di lotta in etichette e categorie, stabilendo ruoli e gerarchie che nulla hanno a che vedere con le modalità di organizzazione e gli orizzonti propri del mondo anarchico.
Non c’è da stupirsi di tanta attenzione repressiva da parte dello Stato perché è sistematica la volontà di eliminare ogni forma di conflitto sociale che metta in discussione i meccanismi di sfruttamento ed esclusione che regolano questo mondo. La repressione specifica contro chiunque provi a organizzarsi, resistere e opporsi in ogni modo è l’espressione manifesta di questa volontà.
Di fronte a chi ci vorrebbe divisi e isolati rispondiamo con il calore della solidarietà verso chi oggi lo Stato vorrebbe seppellire con anni di galera. Perché lottare e attaccare chi sfrutta e opprime è giusto e chi sceglie di non restare indifferente e farlo non va lasciato/a indietro.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne prigioniere dello Stato come a tutte e tutti gli indagati nelle varie operazioni repressive.
Alcunə imputatə e solidali