Nuova visita all’ASL di via San Secondo

Nuova visita all’ASL di via San Secondo – sede della direzione generale e amministrativa – che contribuisce a rinchiudere centinaia di persone ogni anno nel centro di tortura di corso Brunelleschi.
Perchè?
Per ribadire ancora una volta il ruolo dell’ASL nell’esercizio della violenza attuata ogni giorno nei CPR.
Perché chi lavora in questi luoghi dice di non sapere nemmeno cosa avviene all’interno di un CPR e si appella a protocolli istituzionali che esistono solo su carta.
Perchè ogni giorno le persone detenute cercano in ogni modo di ribellarsi e resistere con tutto quello che hanno a disposizione, a partire dal loro corpo. 
Perchè, qui fuori, è necessario dare la nostra solidarietà con chi è reclusx in CPR.
Mentre la procura di Ravenna ha aperto un fascicolo su sei medici che hanno certificato alcune non idoneità al trattenimento in un lager, è importante scuotere chi ritiene che le ASL siano luoghi neutri di cura per rompere la routine di un sistema burocratico fondato sul razzismo e sulla violenza.
Dei politicanti che da destra a sinistra non hanno perso occasione per prendere parola, c’è poco da dire, se non riconoscere che ogni scusa è buona per la loro propaganda.
La stessa propaganda che dal 1998, decreto dopo decreto, circolare dopo circolare, continua a portare avanti la detenzione amministrativa qualunque sia il colore del governo di turno.