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Testimonianza audio dal CPR di Torino

Venerdi 10 Settembre tutte e cinque le unità abitative che compongono l’area Rossa
sono state rese inagibili dal fuoco grazie alla rabbia e al coraggio dei reclusi.

Un ragazzo ha voluto raccontarci al telefono le motivazioni della rivolta e le
condizioni quotidiane di detenzione in cui è costretto tra assenza di cure mediche
e pestaggi delle guardie.

 

La telefonata è stata registrata domenica 19 Settembre durante la diretta della
trasmissione Assadaka su Radio Blackout.

Testimonianza di un ragazzo ex-recluso del Cpr di Corso Brunelleschi su Radio Blackout

Durante la trasmissione Acab su Radio Blackout vengono mandati in onda alcuni audio registrati da un ragazzo appena uscito dal Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Corso Brunelleschi, che racconta delle condizioni della detenzione amministrativa all’interno delle mura.

Condizioni che erano insopportabili già prima della pandemia si sono solo aggravate, sotto tutti gli aspetti: dal cibo, portato già scaduto, al sovraffollamento, dalla possibilità di ricevere pacchi o visite alla capacità di interloquire con il proprio avvocato o con l’esterno.

Rinchiusi, umiliati e picchiati quotidianamente, ragazzi giovani e uomini più anziani vengono buttati a casaccio in camere torride e lercie, con solo un materasso di gommapiuma senza lenzuola e pochissimi cambi di vestiti e articoli di igiene personale.

Le visite dall’esterno sono sospese ma i ragazzi continuano a non poter possedere un telefono proprio per effettuare chiamate. Ai reclusi tocca “scegliere” se comprare, con i pochi euro permessi ogni settimana, le schede telefoniche per le cabine, sigarette o cibo e acqua.

Anche per questo, il trattenimento dei pacchi da parte di familiari e amici dall’esterno diventa un’arma di ricatto ancora più spregevole.

Il medico del Centro, pagato direttamente dall’azienda gestrice del Centro GEPSA, come è stato più volte denunciato è connivente con la direzione e totalmente indifferente alla necessità di cure da parte dei reclusi.

L’interprete, l’Ufficio Immigrazione e gli avvocati d’ufficio dimostrano ogni giorno il loro disinteresse per lo stato delle persone.

All’interno del Lager di Torino, ogni lotta per la dignità è una lotta per la sopravvivenza e la libertà.

Ascolta la trasmissione:

https://radioblackout.org/podcast/a-c-a-b-testimonianza-di-un-recluso-del-cpr-di-corso-brunelleschi/

 

Carovana in frontiera

GIOVEDÌ 22 LUGLIO- VENERDÌ 23 LUGLIO- SABATO 24 LUGLIO- 25 E 26 LUGLIO- MARTEDÌ 27 LUGLIO- CHIAMATA ALLA CAROVANA RESISTENTE “POR LA VIDA” ALLA FRONTIERA DEL MONGINEVRO

Alla frontiera delle Alpi occidentali il confine fra chi gode di diritti e privilegi sistemici e chi ne è esclusə non è solo geografico: è l’espressione della logica del profitto concretizzata in pratiche securitarie, respingimenti, violenze di genere, abusi, detenzioni arbitrarie, deportazioni e repressione. Per questo chiamiamo tuttə a partecipare e costruire attivamente qualche giornata di resistenza, scambio e condivisione di pratiche e lotte su questo pezzo di frontiera.
Attenzione: il campeggio non è autorizzato. Partecipare significa assumersi responsabilità personali e collettive.

Al momento, nonostante stiamo aspettando la conferma dell’arrivo della delegazione zapatista continuiamo a fare tutto il possibile per dare loro l’opportunità di unirsi a noi e di essere accoltə in questo territorio.

Il campeggio è auto-organizzato. Questo significa che ogni contributo è benvenuto e anche un certo livello di auto-organizzazione apprezzato. Cerchiamo di essere il più possibile creativə e propositivə per la buona riuscita del campeggio. Questo è quello che puoi fare:
Vieni equipaggiatə [Porta la tua: tenda, torcia, scarpe per camminare, strumenti vari]
Fare proposte [Laboratori, momenti di condivisione, performance artistiche, pasti comuni…]
Fai girare la voce [Nota bene: vogliamo che il campeggio sia il più possibile uno spazio sicuro per ogni soggettività. Si prega di evitare di far circolare l’invito alle persone sbagliate. No sessismo, razzismo, autoritarismo, no polizia]
Delle cucine solidali a prezzo libero forniranno i pasti.
I workshop sono stati pensati come laboratori “pratici” per condividere saperi e buone pratiche.
Le discussioni invece si vorrebbero come momento di confronto tra vari gruppi/collettivi/singoli su pratiche di lotta e riflessioni/idee più che un racconto di come funziona nel proprio territorio. Invitiamo tuttə a ragionarci prima delle chiacchiere!

Freedom, Hurriya, Libertà!

PROGRAMMA


GIOVEDÌ 22
H11 Ritrovo a Claviere e allestimento del campeggio
H13 Pranzo condiviso
H16 Assemblea di apertura e presentazione campeggio
H18 Discussione sulle autonomie zapatista con il Nodo Solidale
H20 Cena e Proiezione

VENERDÌ 23

H8 colazione
H10:30 Tavolo di lavoro- sicurezza informatica a cura di Hacklab di Torino e Criptoparty Geneve
H10:30 Discussione: Lottare contro i sistemi di detenzione amministrativa in Francia, Italia e Svizzera
H13 Pranzo
H15 Tavolo di lavoro – Cura e benessere negli ambienti militanti
H15 Discussione: Scambio di riflessioni e pratiche sulla lotta alle frontiere
H20 Cena
A seguire concerto della BANDA PERIFERICA TERRANEO

SABATO 24

H8 Colazione e smontaggio del campeggio
H12 Pranzo e passeggiata verso la Val Clarée
H18 Ri-montaggio del campeggio

25-26 LUGLIO:

Partenza da Briançon e accoglienza a Gap
Discussioni e tavole rotonde > Estrattivismo e internazionali/ Auto-organizzazione dei-delle “migranti”/Donne & frontière
Spettacoli, circo e concerti

27 LUGLIO:
Manifestazione a Gap

Porta materiale adatto a campeggiare in montagna, piatti bicchiere e posate, scarponcini e borraccia!

Per maggiori informazioni passamontagna.info, radio Blackout e radio NoTav

AGGIORNAMENTO IN RADIO DAL CPR DI TORINO

Durante la puntata di ACAB– Aperitivo Controinformativo Ardecore Balengo su Radio Blackout 105.250 di mercoledì 16 giugno abbiamo raccontato la situazione attuale all’interno del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Corso Brunelleschi con un aggiornamento introduttivo e tre testimonianze audio (ai minuti 12.57; 17.51; 21.14) dei ragazzi reclusi.

TUTTI LIBERI, TUTTE LIBERE

CONTRO I CPR, CONTRO TUTTE LE FRONTIERE

https://radioblackout.org/podcast/a-c-a-b-aggiornamenti-sul-cpr-e-testimonianze-dirette-testo-di-divine/?fbclid=IwAR20YyDblCzjAdzOOCL6Ti0PfUkG-mcbcia_GmnXvZ8ZbqBYAo7B64_U0V4

 

AGGIORNAMENTO E APPROFONDIMENTO RADIO

L’ultimo dossier del Garante dei detenuti narra di un non meglio precisato miglioramento nelle strutture detentive a novembre e riguardo alle prigioni per senza-documenti sciorina dati come se avessero un qualche tipo di valore non numerico: “alle 430 presenze di allora corrispondono le 354 di oggi (sempre su un totale di 598 posti). Si accentua la sistematicità dei voli charter di rimpatrio verso la Tunisia: dagli usuali due voli settimanali, si è passati ai tre della settimana scorsa e ai quattro della presente. Il totale è di 33 voli dal 16 luglio a oggi, che hanno portato a un ritorno forzato di circa 1300 cittadini tunisini (mediamente 80 a settimana)”.

L’unica realtà che vi si evince è che il miglioramento di cui si blatera è quello conseguente a un presunto incremento delle uscite, o per dirla più chiaramente, delle deportazioni. La macchina delle espulsioni, meccanismo in perenne crisi organizzativa, è a quanto si legge di nuovo al vaglio parlamentare e la discussione dovrebbe portare a breve alla ridefinizione dei tempi di permanenza; l’ultima direttiva è quella che tiene ingabbiati i reclusi per 180 giorni, tempi che si allungano nel caso di richiesta d’asilo. La retorica della “garanzia” è dunque contrariata, non di può detenere così a lungo in queste strutture, bisogna espellerli più funzionalmente – dicono senza indugi – e diminuire a 90 giorni la reclusione.

Non è una novità, sono anni che allungano e accorciano, cercando una soluzione come si cerca il coniglio nel cilindro del prestigiatore mentre la ribellione dentro ai Cpr non si è mai fermata e non si ferma neanche ora che la situazione pandemica investe anche queste prigioni.

Nella puntata di Macerie su Macerie le parole di una compagna sulle ultime settimane nel Cpr di c.so Brunelleschi, per poi andare a quello milanese, attraverso il racconto di Radiocane su cosa avviene in via Corelli:

https://radioblackout.org/podcast/macerie-su-macerie-30-11-2020-cpr-e-dintorni/?fbclid=IwAR3gwBOH0GFRsbeoEj4Bw7438_xC__VH6MZu8ItvBcHm8v08q1enkXQTdT0

Errata corrige: Il Decreto Lamorgese 130/2020 che riguarda la dimuzione dei tempi di permanenze a 90 giorni è già attuattivo dal 22/10.

AGGIORNAMENTO dal CPR E REGISTRAZIONI AUDIO

Le comunicazioni con i reclusi della prigione amminitrativa torinese sono difficoltose a causa del fatto che spesso vengono disattivate le chiamate in entrata che sarebbe possibile fare componendo il numero fisso associato alla cabina telefonica presente in ogni area del centro.
L’unico modo che hanno i reclusi per comunicare con l’esterno è quello di utilizzare le schede telefoniche che dovrebbero comprarsi a loro spese perché – lo ricordiamo – che da qualche mese è proibito loro avere telefoni propri. Nella saletta c’è un televisore da cui hanno seguito e continuano a seguire quello che succede fuori, un palliativo irrisorio rispetto al fatto che i colloqui con amici e familiari sono ancora sospesi, sono permessi solo quelli con il proprio legale.

Al momento le aree aperte sono la blu, la viola, la gialla e la bianca per un totale di circa sessanta reclusi; non tutte le stanze di queste quattro aree sono agibili a causa dei danni causati dalle rivolte di gennaio; le gabbie dell’isolamento vengono utilizzate per mantenere quindici giorni i nuovi arrivi in quarantena forzata. A metà aprile è stata consegnata ad ogni recluso una mascherina che non è stata più cambiata da allora nonostante le continue richieste e non sono state
fornite ulteriori protezioni come gel e disinfettante, come del resto non sono mai state date informazioni riguardanti le modalità e i rischi del contagio. I detenuti non hanno segnalato casi di covid all’interno del centro mentre è da segnalare il consueto e sempre più pernicioso avvelenamento con gli psicofarmaci nel cibo e di terapie a base di
medicinali che causano uno stato comatoso in cui la persona mantiene per alcune ore la stessa posizione “con la bocca spalancata come se stesse dormendo”.

L’assistenza sanitaria è assente, la disperazione a causa delle continue provocazioni delle guardie e la condizione di isolamento hanno spinto in questi mesi i reclusi a compiere più volte gesti estremi come lo sciopero della fame pur di ricevere delle cure mediche.

Dopo il periodo di lockdown “la normalità” è ritornata anche dentro il CPR: da inizio giugno i nuovi arrivi sono in aumento mentre alcune frontiere, tra cui quella marocchina, sono ancora chiuse.

Abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi di poter registrare la loro voce e raccontarci ciò che sta accadendo all’interno della prigione per senza documenti di corso Brunelleschi.

https://radioblackout.org/2020/06/aggiornamento-dal-cpr-di-corso-brunelleschi-giugno-2020/?fbclid=IwAR35f7u9xmQ6TIR5lLh28qJf1-pXamtvvxQXFA1ACbTNFEIJRzf5gAix7V8