Verso lo sciopero generale del 29 maggio e oltre : chi lotta per la libertà, lotta con la Palestina!

Mentre lottiamo a fianco dei popoli in rivolta contro il colonialismo e la guerra, guardiamo a quello che l’assetto da guerra produce qui da noi. Oltre alla partecipazione diretta al fronte di guerra esterno, c’è la costruzione da parte del potere di un “nemico interno” da usare come capro espiatorio per i mali prodotti dallo stesso sistema occidentale. La guerra interna ha come nemico le persone immigrate, spesso arabofone e musulmane, tanto più se proletarie o sottoproletarie; accusate di terrorismo se lottano o si schierano apertamente contro il sionismo, specialmente se si tratta di palestinesi. La repressione su Mohammad Shahin, Anan, Ali e Mansour, Ahmad Salem, Hannoun e l’Associazione dei Palestinesi in Italia sono esempi molto chiari.

La guerra verso il nemico interno la vediamo nelle retate nei quartieri, nel ricatto dei documenti, nella brutalità della detenzione nei CPR. Nei respingimenti alle frontiere, nelle deportazioni e nelle morti di Stato, in mare come nelle carceri.

A portare avanti la guerra interna non sono soltanto i ministri – con decreti e leggi razziste e liberticide – o la polizia come braccio armato della repressione statale. Sono anche tutte quelle realtà che contribuiscono a rinchiudere, reprimere e punire il “nemico interno”: lucrando sulla pelle delle persone recluse nei CPR, guadagnando dalle deportazioni, collaborando quotidianamente con la macchina del razzismo di Stato.     A Torino, l’azienda che gestisce il CPR di Corso Brunelleschi è Sanitalia: direttamente responsabile delle torture che avvengono in quel lager quotidianamente.

Nei CPR, nelle strade e nei posti di lavoro, come in Palestina, in Libano e in Siria, si lotta e si resiste ogni giorno, per la libertà e contro sfruttamento e razzismo.
E se la guerra e la colonia partono anche da qui, sta a noi agire direttamente per inceppare questa macchina della complicità: colpendo chi occupa, reprime e colonizza la Palestina e chi, nei nostri territori, sfrutta, opprime e alimenta il razzismo di Stato.

 

Basta CPR e deportazioni! Sanitalia complice del razzismo!

Al fianco di chi lotta per la libertà, nei CPR come in Palestina! Tuttx liberx!