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Presentazione dell’opuscolo su Cpr e Sanità a La Molla

A LA MOLLA OCCUPATA

Venerdì 26 Novembre ore 18.00

Presentazione dell’opuscolo su Cpr e Sanità.

A piú di 20 anni dalla loro istituzione, i centri di espulsione per persone senza documenti proseguono nel loro funzionamento. Nonostante il mondo venga stravolto dai cambiamenti legati alla pandemia da covid-19, luoghi come questi continuano ad esistere ed imprigionare coloro che non riescono ad entrare nelle maglie delle burocrazie statali per richiedere il giusto documento. In un momento storico in cui la sanità gioca un ruolo fondamentale nella vita di tutt*, discutiamo di centri di espulsione, del ruolo della sanità in questi luoghi detentivi, delle lotte che provano a scalfire il controllo e l’espulsione di parte della popolazione migratoria.

A seguire aperitivo benefit Assemblea NoCpr

Testimonianza audio dal CPR di Torino

Venerdi 10 Settembre tutte e cinque le unità abitative che compongono l’area Rossa
sono state rese inagibili dal fuoco grazie alla rabbia e al coraggio dei reclusi.

Un ragazzo ha voluto raccontarci al telefono le motivazioni della rivolta e le
condizioni quotidiane di detenzione in cui è costretto tra assenza di cure mediche
e pestaggi delle guardie.

 

La telefonata è stata registrata domenica 19 Settembre durante la diretta della
trasmissione Assadaka su Radio Blackout.

AGGIORNAMENTO dal CPR di TORINO 30.11.2020

Nella notte tra domenica e lunedì un gruppo di 15 ragazzi tunisini è stato portato nel CPR di corso Brunelleschi. Sono stati tutti rinchiusi all’interno dell’area VIOLA ma al momento non siamo riusciti a capire da dove sono arrivati in quanto sono in isolamento rispetto agli altri reclusi e in attesa di effettuare il tampone.

Oggi ci ha chiamato un ragazzo dall’area GIALLA e ci ha raccontato che sabato un gruppo di 11 ragazzi tunisini, rinchiusi all’interno dell’area VIOLA, sono stati prelevati con la forza dalla celere in assetto antisommossa e sono stati condotti, uno alla volta, in una stanza dove sono stati picchiati, immobilizzati da tre guardie ed infine costretti, sotto tortura, ad effettuare il tampone. Ricordiamo che nei giorni scorsi una decina di ragazzi tunisini avevano evitato di essere deportati perché si erano rifiutati di effettuare il tampone.

TUTTI LIBERI, TUTTE LIBERE!

GALERE E CPR

NON NE VOGLIAMO PIÙ

COLPO SU COLPO

LE TIREREMO GIÙ!

AGGIORNAMENTO DAL CPR DI TORINO 26.11.2020

Questa notte la celere è entrata all’interno delle unità abitative delle aree BLU, VIOLA e BIANCA caricando con la forza 27 ragazzi tunisini dentro un pullman per essere deportati. Una decina di reclusi, arrivati la scorsa settimana nel CPR, sono riusciti ieri a non essere rimpatriati in quanto si sono rifiutati di effettuare il tampone al momento del loro ingresso nel centro. Questa mattina un nuovo gruppo di 20 ragazzi di nazionalità tunisina è stato portato nell’area VIOLA aggiungendosi a otto loro connazionali già presenti.

In questi giorni ci sono state delle forti proteste all’interno dell’area BIANCA in quanto i reclusi vengono attenzionati e continuamente provocati dalle guardie e dall’ispettore di turno: la maggior parte di loro proviene dal carcere e per questo motivo vengono considerati più riotttosi.

L’obiettivo sembrerebbe quello di provocare una loro reazione e di conseguenza ritornare dietro le sbarre di un’altra prigione prima che scada il periodo della detenzione amministrativa. La pressione quotidiana delle guardie e le attuali condizioni di sovraffollamento all’interno delle stanze hanno portato alcuni reclusi a compiere gesti di autolesionismo in segno di protesta.

Martedì pomeriggio un ragazzo tunisino si è tagliato le vene del braccio, i suoi compagni di stanza dopo alcuni minuti lo hanno trovato svenuto steso per terra. Hanno cercato da subito di aiutarlo cercando di chiudere in qualche modo le ferite in quanto sia il medico che gli infermieri del centro non sono mai intervenuti. Solo dopo una mezzora circa, all’arrivo dell’ambulanza, il ragazzo è stato portato all’ospedale Maria Vittoria mentre i suoi compagni si trovavano in evidente stato di agitazione.

Fuori un gruppo di compagne si è recato da subito al pronto soccorso per cercare di vederlo e capire le sue condizioni. Al loro arrivo il ragazzo era già stato portato all’interno del CPR e grazie alle sue pressioni ricondotto nell’area BIANCA nonostante le intenzioni dell’ispettore fossero di portarlo in isolamento all’interno dell’Ospedaletto.

Questi gesti estremi sono frequenti in strutture come il CPR dove le condizioni di detenzione sono definite dai reclusi stessi più brutali e inumane del carcere.

Per non lasciare soli i ragazzi rinchiusi all’interno del CPR, ieri sera un numeroso gruppo di solidali si è ritrovato sotto le mura di corso Brunelleschi per supportare le proteste di questi giorni e sottolineare la volontà comune di distruggere questo posto di merda!

TUTTI LIBERI, TUTTE LIBERE!

FUOCO AI CPR!

QUESTI POSTI NON DEVONO ESISTERE! SOLIDARIETÀ CON CHI SI RIVOLTA DENTRO QUESTE GALERE!

Dal Cpr di Corso Brunelleschi continuano senza sosta le deportazioni, le torture e i soprusi nei confronti dei reclusi. Da diverse settimane vengono fatti i tamponi in maniera coatta per permetterne il rimpatrio.

Inoltre, é notizia di ieri che all’interno dell’ospedale Maria Vittoria un ragazzo che aveva bisogno di cure mediche é stato denunciato alla polizia dal personale sanitario perché senza documenti.

Sembra chiaro che nemmeno gli ospedali siano piú un posto sicuro per curarsi per chi non ha i giusti documenti, ma questo lo sappiamo bene da sempre.

MEDICO DELATORE, AMICO DEL QUESTORE

L’UNICA SICUREZZA È LA LIBERTÀ

FUOCO ALLE FRONTIERE E AI CPR!